Venerdì, 31 Gennaio 2020 12:41

Corsano, un paese tranquillo

I recenti casi di cronaca ci dipingono un Salento che, altro che “mare sole e vento”, ha avuto ben 5 Comuni sciolti per mafia negli ultimi 3 anni e molti altri in cattive acque sia finanziare che giudiziarie. Si tratta di un quadro che dovrebbe allarmare la parte sana della società e spingerla a contrastare direttamente certi fenomeni che invece prosperano proprio grazie al silenzio, all’omertà e alla collusione dei cosiddetti “onesti” che si accontentano di apparire parte di un paese per così dire “tranquillo”.

La passata gestione amministrativa del Comune di Corsano, dal 2014 al 2019, in cui l’attuale sindaco Biagio Raona era Capogruppo in Consiglio Comunale e principale fautore della compagine di governo, è balzata alle cronache per una serie di dubbie gestioni, finite a ripetizione sotto la lente della magistratura.

Alcune di queste venivano segnalate da noi semplici cittadini il 25 aprile 2017 sui social e poi il 3 maggio successivo in manifesti pubblicamente affissi.

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Intanto, il 28 aprile 2017, si chiudeva una gara pubblica per l’appalto dei lavori alla scuola elementare e il 1° maggio, in occasione del comizio di Alessandro Di Battista per le comunali di Tricase, un giovane ingegnere mi confidava alcune notizie di reato che, dopo un dovuto ma infruttuoso passaggio di consultazione con la compagine di opposizione comunale di allora (così come richiestomi dall'ingegnere), decidemmo di dover passare alle autorità competenti. E' importante precisare come questa consultazione con l'opposizione abbia di fatto limitato i danni per i soggetti coinvolti, i quali, lasciati invece operare in maniera indisturbata, sarebbero con molta probabilità incorsi in ben più grossi guai.

Tornando al 3 maggio, intorno alle ore 9.30, il consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi, mi chiamava per dirmi che il Segretario Comunale di Corsano, Pierluigi Cannazza, sua conoscenza diretta, gli aveva telefonato per chiedermi di rimuovere i manifesti perché a suo dire presentavano dichiarazioni compromettenti. Ovviamente io non lo feci, sia perché i contenuti erano riferiti a documenti pubblici, quindi nessuna compromissione, sia perché non era una mia scelta personale e chi con me si batteva per la legalità non poteva essere tradito.

La risposta non tardò ad arrivare e presto io e i volontari della mia associazione fummo travolti da un assurdo provvedimento di revoca di una concessione. Occorreva dare un messaggio chiaro all'opinione pubblica, specie in vista delle primarie al Senato, ricordare a tutti che chi piega la testa e scende a compromessi con un certo sistema, da quel sistema aveva il benestare, mentre chi osava addirittura ricordarsi che viviamo in uno Stato di Diritto, doveva soccombere. Era una logica che a me è stata sempre stretta. Con la campagna elettorale del 2014 infatti, qualcosa a Corsano era cambiato in meglio, era cambiato per sempre e non bisognava indietreggiare.

Nell’autunno dello stesso anno, alcuni senatori del M5S interrogarono l’allora Ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia e l’allora Ministro per l’Interno Marco Minniti, sulle incongruenze della gestione amministrativa del Comune di Corsano e in particolare sul metodo-Cannazza.

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A dicembre 2017 la notizia delle indagini sull’appalto segnalato a maggio divennero pubbliche.

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Ora, è notizia del 30 gennaio 2020, che il Segretario Pierluigi Cannazza stia per essere mandato via dal Comune di Carmiano, uno dei 5 Comuni salentini sciolti per mafia dove lui è convenzionato appunto come segretario, un ruolo molto importante nell'amministrazione comunale e di grande potere e responsabilità.

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Intanto, sulla questione della revoca della concessione alla mia associazione, a oggi pendono procedimenti penali per diffamazione, abuso d’ufficio, calunnia, falso materiale commesso da pubblico ufficiale, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria e falso ideologico.

Sinceramente però, non credo che il burocrate abbia fatto tutto da solo e spero che nelle sedi opportune emerga la verità a carico anche di altri soggetti che per adesso si muovono ancora nell’ombra.

Stante questa situazione del resto, sia a Carmiano che a Corsano chiaramente, mi chiedo, ad esempio, se l’ex sindaco Biagio Martella (che a quanto è dato di sapere è ancora interessato dall’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta), non ritenga suo dovere morale chiarire ai cittadini di Corsano in merito alla scelta del Segretario Comunale Pierluigi Cannazza, visto che la prima (e dico prima!) azione amministrativa di Martella, dopo solo pochi giorni dal voto del 2014, è stata proprio quella di convenzionarlo come Segretario Comunale a Corsano.

Mi chiedo anche se l’attuale Sindaco Biagio Raona, dal canto suo, non abbia contribuito alla scelta del Cannazza nel 2014 e non senta in sua coscienza di chiarire bene ai cittadini di Corsano l’attuale posizione dell’Amministrazione Comunale nei confronti del Cannazza, visto che dall’articolo si evince che “il primo passo sarebbe stato fatto dal Comune di Corsano”.

Questi chiarimenti sono doverosi, perché nel caso in cui certe vicende dovessero risultare ulteriori a quanto già di dominio pubblico e oltremodo gravi nello specifico riguardo alla gestione della cosa pubblica di Corsano degli ultimi 6 anni, a nessuno (e dico a nessuno!) basterà lavarsene le mani come Ponzio Pilato.

Ci tengo a ricordare che il dovere del Sindaco è quello di vigilare sull’attività dell’amministrazione, perché l’omessa vigilanza è reato e non basta dire come nel Consiglio Comunale del 5 dicembre 2019 “Il mio ruolo finisce li” (al min. 1.14.39). Il sindaco infatti è diretto responsabile delle conseguenze della esecuzione amministrativa ai danni dei cittadini, anche quando a commettere dei danni sono i dipendenti del Comune.

Stessa cosa vale per i Consiglieri Comunali, i quali come pubblici ufficiali, nel momento in cui sono a conoscenza di reati ed omettono di denunciare all’autorità giudiziaria, sono anche loro passibili di reato e non basta fare timide interrogazioni né accontentarsi di risposte come quella sopra o di altre strampalate e ridicole come quella (ascoltabile nel medesimo consiglio comunale) sui dati del fotovoltaico abbozzati con bigliettini scritti a mano.

La politica ha il dovere di arrivare prima della magistratura su certe questioni e non sempre dopo, la politica deve garantire legalità prima della legge, perché senza legalità nessuna prospettiva di futuro può esistere e la legalità è qualcosa che va ben oltre la legge stessa.

“Beati quelli che hanno fame di giustizia, perché saranno saziati” (Mt. 5,6).