Lunedì, 08 Gennaio 2018 16:11

PORTARE LA VOCE: La Rivoluzione parte da Dentro

La sovranità appartiene al popolo, non ai politici e il M5S è nato per questo: ridare ai cittadini la sovranità che gli è stata sottratta dalla casta rappresentata dai vecchi partiti.

I politici tradizionali non possono realizzare in grande tutto ciò che promettono perché in qualche modo sono sempre sotto ricatto. Chi invece porta la voce dei cittadini liberi è libero.

Per portare la voce occorre credibilità e per essere credibili oggi non basta dire l'altro è peggio di me, ma serve essere testimoni, con la propria storia, i propri comportamenti, i propri esempi, le proprie lotte e i propri traguardi, del fatto che esiste una via migliore da percorrere.

La scarsa qualità dei nostri rappresentanti in politica oggi è il primo male da combattere e le idee, per camminare, hanno bisogno di buone gambe, ma in cosa chi porta la voce è diverso da un politico tradizionale? Ecco alcune significative differenze:

DEMOCRAZIA DAL BASSO - La base non è un punto d'appoggio su cui chi porta la voce si può sollevare più in alto, ma è il sostegno senza il quale chi porta la voce cade nel vuoto.

RECALL - I portavoce devono rimettere il proprio mandato nelle mani del popolo (preferibilmente ogni sei mesi), devono stare tra la gente, rispondere ai loro bisogni ed eseguire le loro richieste. Se la base reputa, con i dovuti criteri oggettivi di valutazione, che il mandato è concluso, i portavoce devono dimettersi.

RENDICONTAZIONE - I portavoce non devono aspirare ad accumulare denaro e devono dare conto fino all'ultimo centesimo dei soldi che il popolo di proprio concede loro di spendere.

ASCOLTO - I portavoce non rappresentano solo se stessi ma soprattutto altre persone e lavorano al loro servizio. I portavoce ascoltano costantemente il territorio, spendono in maniera saggia e trasparente i soldi pubblici e lottano insieme ai cittadini per il cambiamento necessario. Chi porta la voce è un mezzo attraverso cui i cittadini si esprimono, parlano e agiscono  in nome e per conto dei valori condivisi di libertà, partecipazione e democrazia, in nome e per conto del programma che è dovere attuare.

COLLABORATORI - Chi porta la voce deve dare l'esempio dei principi che si propone di incarnare, a partire dalla scelta dei propri collaboratori. Il bando per la selezione dei collaboratori dovrebbe essere scritto dagli attivisti della base, in maniera condivisa e partecipata. Le selezioni dovrebbero avvenire con pubblicazione dei cv online.

MERITO - I portavoce devono essere selezionati con responsabilità dalla propria base, in base a quanto dimostrato nei fatti oggettivamente riscontrabili nella loro storia sul territorio.

TERRITORIO - Chi porta la voce serve le lotte del territorio per il territorio, ponendo il bene comune al di sopra di qualsiasi interesse privato. Chi porta la voce vince se il territorio vince, se ne torna a casa se il territorio perde e come in una squadra lavora costantemente per gli altri e con gli altri.

Ecco perché "portare la voce" è più difficile che fare solo politica ed è una rivoluzione culturale che parte da dentro, da dentro il Movimento 5 Stelle, ma prima ancora da dentro ognuno di noi.