Lunedì, 18 Dicembre 2017 15:13

Massomafiocrazia e i Divoratori di Futuro

Mi ha fatto molto riflettere il servizio di Presa Diretta andato in onda lunedì 25 settembre 2017 su Rai Tre riguardo le Massomafie.

Credo che l'inchiesta sulle Massomafie alla quale ha lavorato la Commissione Parlamentare di cui fa parte anche Mario Michele Giarrusso del Movimento Cinque Stelle sia molto importante per il destino del nostro paese, anche in vista delle prossime elezioni nazionali (ricordo che Giarrusso, membro tra l'altro della Commissione Giustizia del Senato, al momento è stato posto sotto tutela dalla Prefettura di Catania, dopo le intercettazioni al boss di Cosa Nostra, Vincenzo Graviano, che lo aveva definito "un uomo pericoloso per la mafia").

Se da una parte è importante conoscere le leve e le influenze della macroeconomia sul sistema di gestione della cosa pubblica e sulla nostra vita di tutti i giorni, non lo è meno individuare i divoratori di futuro costantemente concentrati a contrastare il buon lavoro di chi è libero, per poter agevolare il cattivo lavoro di chi è schiavo e colluso.

I divoratori di futuro sono ovunque, ma si rendono spesso "invisibili", come ha avuto modo di dire il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo. Sono invisibili perché tutti coloro che tirano le fila del potere, quelli che contano, che prendono le decisioni, che decidono chi fa che cosa, noi difficilmente li vediamo o se li incontriamo magari li percepiamo come buoni cliecarlisti (ho scritto clericalisti, non cristitani, attenzione, "le parole sono importanti" si diceva in un famoso film...) e quindi non li riconosciamo immediatamente per la loro vera natura.

Dall'inchiesta cui ha lavorato la Commissione Parlamentare Antimafia, emerge che tra gli iscritti alla massoneria vi sono anche condannati al 416bis (associazione di stampo mafioso). Le associazioni massoniche si sono rifiutate di fornire gli elenchi dei propri iscritti alla Commissione appellandosi al diritto sulla privacy e a marzo 2017 il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza è dovuto intervenire con sequestri nelle sedi di Calabria e Sicilia del Grande Oriente d'Italia, della Gran Loggia Regolare, della Serenissima Gran Loggia d'Italia e della Gran Loggia d'Italia degli Antichi e Liberi e Accettati Muratori.

Secondo il servizio televisivo di Presa Diretta, dall'inchiesta in corso, è emerso chiaramente ancora una volta che una frangia delle istituzioni composta da politici, forze dell'ordine, servizi segreti deviati, magistrati e preti, farebbe parte di quegli invisibili. Come ha avuto modo di denunciare il Procuratore Aggiunto della DDA di Milano, Ilda Boccassini, subito dopo il recente arresto per mafia del Sindaco di Seregno: "l'infiltrazione della mafia nelle istituzioni è sistema e l'omertà è convenienza".

Diciamocela tutta: ma davvero un paese in crisi come l'Italia, deve tutte le sue sfortune a una "casuale" crisi internazionale e a tutto ciò che vogliamo pensare "lontano" da noi? Non riconoscere gli invisibili in chi ci sta di fronte ogni giorno, non è forse una posizione di comodo che ci nega alla verità e alla libertà?

Premesso che mai fare di tutta un'erba un fascio e che se stiamo qui a parlare di questo tema è proprio grazie a quella parte sana delle Istituzioni che con coraggio e senso del dovere porta avanti certe battaglie nonostante i pericoli a cui va incontro, la mia vuole essere una riflessione sulla zona grigia che si aggira in tutto ciò che riguarda la gestione della cosa pubblica e della giustizia (cosa pubblica e giustizia ovviamente intese come virtù e non come strumento burocratico di controllo del potere mafioso sul territorio).

E' quanto ho avuto modo di vivere direttamente sul caso della SS275: cittadini lasciati soli e snobbati da certe frange istituzionali, fino a quando non ci siamo fatti breccia nella parte sana dello Stato e insieme a questa abbiamo vinto contro la sua parte malata.

Per capire di cosa stiamo parlando, basta vedere cosa è oggi Barcellona dopo gli investimenti virtuosi delle Olimpiadi del '92 e cosa è Reggio Calabria dopo il cosiddetto "Decreto Reggio" dell'89 (600 miliardi di lire). Cosa sarà Reggio Calabria con l'arrivo dei nuovi fondi europei sulle città metropolitane così tanto ricercati e attesi proprio dagli stessi soggetti che hanno fin'ora sperperato e lasciato intorno a loro il deserto? Questo caso di Reggio Calabria non riguarda solo Reggio Calabria, ma l'Italia ovunque le cose non funzionano come dovrebbero e potrebbero, dove i soldi pubblici vengono sperperati per le clientele invece che per gli investimenti in favore del futuro.

La Massomafia è sicuramente nella cultura di chi pensa di gestire la cosa pubblica come cosa privata, ma è soprattutto nel silenzio generale, di chi si fa convincere che per avere diritto di portare il pane a casa bisogna sottomettersi o peggio ancora pagare qualcosa a qualcuno, di chi ha smesso di avere una speranza nel cambiamento necessario e possibile.

Lo ha detto Papa Francesco: "Dio non è controllore di biglietti, non basta non fare del male". I segnali per riconoscere il male sono tanti: sempre le stesse persone invischiate nella politica locale da decenni, stesse persone che sfuggono continuamente e inspiegabilmente a inchieste le cui condanne dovrebbero invece essere rapide e scontate, ruoli di pubblica tutela e sicurezza passivi e non soggetti alle dovute rotazioni, promesse elettorali tramandate e mai mantenute per decenni, problemi sociali in costante aumento senza che nessuno pagato per risolverli lo faccia veramente (anzi, artatamente li crea o li complica per puro ritorno personale), partecipazione cittadina mai rispettata, fallimenti amministrativi e illegalità macroscopiche costantemente nascosti da operazioni-maquillage del genere panem et circenses...e molto altro.

E' risaputo che le radici del male nascono e si rafforzano in concomitanza con l'Unità d'Italia (ops! volevo dire...con l'annessione del Sud da parte del Nord): le stesse relazioni di allora, si tramandano di generazione in generazione, per chiudere ogni possibilità agli uomini liberi e piegarli al loro potere, nel lavoro e nella vita. Ne ho avuto modo di parlare nel mio ultimo libro, Volere è Cambiare - Fatti e Proposte oltre le Crisi, mettendo a sistema problematiche sociali, economiche e politiche a partire dalla storia che ci ha portati dove siamo oggi e da dove vogliamo muoverci per scrivere un futuro migliore, a partire dallo smantellamento del sistema di potere colpevole di questo disastro e dalla ricostruzione consapevole e responsabile affidata al merito.

Si raggiunge un momento della vita in cui tutto porta a capire che è davvero tempo di dare un segnale chiaro e forte. Non è un caso che oggi si respiri una forte esigenza di cambiamento e il clima riporti agli anni del passaggio dalla prima alla seconda repubblica.

La mafia legalizzata è ovunque, ma c'è chi ancora resiste, magari solo perché crede in un mondo migliore ed è per questo che continuerà a lottare, nonostante tutto, se la parte sana della nostra società saprà essere tutta dalla stessa parte. In fondo, la strada è più semplice e chiara si quanto ci vogliono far credere: basterebbe infatti attuare in pieno la migliore Costituzione al mondo.